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Tanti Beddi Cosi

TANTE BELLE COSE

scritto e diretto da Aurelio Gambadoro

“Tanti Beddi Cosi” era l’espressione che usava dire Schiavelli alle persone a cui voleva augurare ogni bene. “Tanti beddi cosi” sono anche gli accadimenti degli ultimi anni della vita dell’attore caratterista Vincent Schiavelli, noto ai più per la sua parte nel film del 1990 “Ghost – Fantasma”, diretto da Jerry Zucker, ma anche interprete di film tra i più importanti del cinema recente americano, quali “Qualcuno volò sul nido di un cuculo”, “Taking off”, “Man on the moon” e “Amadeus” tutti del regista Miloš Forman. L’idea del documentario nasce da un’esigenza di indagare sulle ragioni di un ritorno insolito, verso un luogo (Polizzi Generosa) che Schiavelli non aveva mai visto, ma solo sentito attraverso i racconti del nonno Andrea, monsù (cuoco) presso una famiglia nobile del paese, i Rampolla. Nel corso del racconto si è cercato di ricostruire gli eventi principali che hanno caratterizzato il rapporto dell’attore con Polizzi Generosa, un piccolo paese delle Madonie che conserva una storia importante, universale. Polizzi era una città demaniale che si trovava al centro dei due crocevia più importanti della Sicilia. L’asse nord/sud e l’asse ovest/est. La sua posizione strategica ha reso questo luogo fondamentale nel corso della storia dell’isola. Nel documentario parlano gli amici più cari o comunque che hanno avuto una relazione particolare con Schiavelli: Nino Gianfisco, Renata Pucci di Benisichi, Santo Lipani, Salvo Cuccia, Katia Vitale e Mimmo Cuticchio. Si tratta di un viaggio dentro l’universo Schiavelli, fra vita privata, pubblica e artistica. I personaggi sono testimoni principali di una storia che è entrata inaspettatamente nelle loro vite. Il racconto degli intervistati si intreccia con immagini di repertorio dell’attore e ripercorre le tappe fondamentali di quel periodo, dal primo arrivo in Sicilia fino alla morte il 26 dicembre 2005.

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Mauro Caputo

Aurelio Simone Gambadoro

Prevalentemente autodidatta, ha avuto sempre la passione per il cinema di frontiera. In questo ambito si trovano degli spunti per rinnovare questa forma di espressione. I luoghi del mondo che si trovano in una situazione di fermento socio politico, creano anche un fermento nell’arte e nel nostro caso specifico nel cinema. La passione per il cinema orientale, iraniano, medio orientale e dei paesi dell’ex blocco sovietico ha influenzato il regista tanto che ne ha fatto una palestra importante per il suo operato, consapevole del linguaggio che, con pochi mezzi, è capace di raccontare realtà il cui rapido cambiamento determina forti contraddizioni tra vecchio e nuovo, tradizione e presunta innovazione. Scovare queste dicotomie, sviscerarle e raccontarle secondo quelle che sono le visioni e l’approccio etico diventa il fulcro del modo di vedere il cinema da parte del regista.


Cast and Crew

Aurelio Gambadoro Regia, Soggetto, Riprese, Montaggio e Fotografia
Aureliano Garozzo Soggetto
Omar Soffici Produttore
Vincent Schiavelli Se stesso
Silvio Cuccia Se stesso
Mimmo Cuticchio Se stesso
Nino Gianfisco Se stesso
Santo Lipani Se stesso
Renata Pucci Di Benisichi Se stessa
Katia Vitale Se stessa
Lorenzo Mannino Riprese e montaggio
Alfio Caruso e Andrè Bonaccorsi Musiche
Enrico Gambadoro Suono di presa diretta
Orazio Magrì per Violet Studio Audio mastering

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